Stati Uniti d’Israele

Abbas e Obama

Abbas e Obama

Che Obama non avrebbe risolto i loro problemi, i Palestinesi lo sapevano già.

Dopo un lungo incontro con Netanyahu Obama si è intrattenuto brevemente(?) con Abu Mazen. Questo il sunto del discorso: “adottare misure volte a creare fiducia per smuovere il processo di pace”: Israele deve porre termine alla costruzione di insediamenti (prima fase della Road Map), i palestinesi devono fermare “la violenza e smantellare le infrastrutture del terrorismo” e smettere di “incitare all’odio contro Israele nelle scuole e nelle moschee”(???). Durante la conferenza stampa svoltasi dopo la riunione, Obama si è detto fiducioso che il governo israeliano “si renderà conto che la soluzione dei due stati va nell’interesse della sicurezza di Israele stesso”. Senza il riconoscimento di Israele (perchè? Israele riconosce la Palestina?), ha evidenziato il presidente Usa, e il rispetto degli accordi precedenti siglati, “sarà difficile intravvedere una possibilità di pace”. E ha aggiunto di voler preparare un “calendario formale” per la creazione di uno stato palestinese. Alla fine dell’incontro, Obama ha ribadito che gli Stati Uniti sono “amici di Israele” e intendono garantirne la sicurezza e la protezione(era il momento giusto per specificarlo?). [Fonte Infopal]

Ma il governo israeliano non ha accettato la premessa del discorso, dove si menzionavano le colonie, unico punto a favore dei Palestinesi chiaramente. Subito il portavoce di Netanyahu ha ribadito «Il destino degli insediamenti – ha replicato ieri il portavoce Mark Regev – sarà deciso nei negoziati finali tra Israele e i palestinesi, nel frattempo bisogna concedere a quelle comunità di continuare una vita normale». La vita normale, ricordiamolo, è la cosidetta “crescita naturale” delle colonie, concetto chiave del governo israeliano.

Ma come se non bastasse oggi possiamo leggere questo definitivo no del governo israeliano:
Israele rifiuta la sospensione totale della sua attività coloniale in Cisgiordania, come richiesto dal presidente Usa Barack Obama: lo ha affermato il ministro israeliano dei Trasporti, Israel Katz, considerato molto vicino al premier dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu. “L’attuale governo israeliano non accetterà in nessun modo che la politica coloniale legale(???Quale insediamento sarebbe legale???) venga congelata nella Giudea-Samaria (Cisgiordania, ndr)”, ha affermato Katz. [fonte tgcom]

Come dire che gli israeliani, con le loro reazioni fuori misura, riescono a far apparire troppo filo-palestinese un discorso inutile e indegno che tutto fa fuorchè difendere i diritti della Palestina. Paradossale e quasi ridicolo.

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