Netanyahu fa ‘arrabbiare’ Obama

Lo stato ebraico ha deciso di indire una gara di appalto per espandere l’insediamento in Cisgiordania settentrionale, a Maskiot. Una decisione che riguarda la costruzione di 20 unità abitative e che potrebbero di fatto porre ulteriore tensione nei colloqui tra Netanyahu e l’inquilino della Casa Bianca che ha sempre considerato l’insediamento un ostacolo al processo di pace.

L’amministrazione Obama ha infatti detto più volte, sulla scia anche della politica del predecessore George Bush, che Israele dovrebbe fermare la costruzione di nuovi insediamenti, come prevedono gli obblighi della road map internazionale nel 2003.

Volontà a confronto con diplomazia

Primo incontro alla Casa Bianca tra il presidente Usa, Barack Obama, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Un faccia a faccia lungo (secondo il più diffuso quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth durerà tre ore e 15 minuti) e impegnativo per i due leader che dovranno fronteggiare due diverse volontà a colpi di diplomazia e superare i nodi sulla questione dello Stato palestinese e quello sui progetti nucleari iraniani. Netanyahu è arrivato domenica mattina a Washington portando con se nella valigia quello che lui stesso ha definito “un nuovo approccio” al problema palestinese. “Se mettiamo sul tavolo un nuovo piano – ha detto un alto consigliere israeliano – gli americani non lo respingeranno”.

Dall’altro canto Obama non aspetta altro che sentire dalla bocca del ‘falco’ Netanyahu parole di un nuovo impegno per la pace in Medio Oriente dopo le posizioni rigide assunte dal premier israeliano dal primo momento del suo mandato. Il problema è il riconoscimento di Israele. Proprio su questo Netanyahu, stretto tra il pressing di Obama per la formazione dei due Stati e l’appoggio delle fasce più oltranziste al suo governo appena formato, dovra’ mettere a frutto tutta la sua diplomazia.

Flessibile dovraà essere il premier israeliano anche sulla questione iraniana per andare incontro alla richiesta dell’amminsitrazione Usa di agire anche lì in maniera ‘soft’ e non con la forza. Netanyahu incontrerà anche il segretario di Stato, Hillary Clinton, e il ministro della Difesa Usa, Robert Gates. Colloqui che impegneranno per circa tre ore il premier israeeliano e che saranno determinanti per le settimane a venire anche alle luce degli incontri di Obama con i leader palestinesi ed egiziani la prossima settimana.

Secondo quanto riportano i giornali israeliani l’incontro tra Netanyahu e Obama sarebbe stato preparato da “discreti contatti” nei giorni scorsi tra Israele e le autorità palestinesi. Lo stesso presidente Shimon Peres, che ha incontrato domenica il re di Giordania, ha affermato che Israele è interessata a ripristinare i colloqui di pace immediatamente.

Sempre secondo l’Haaretz Netanyahu dirà a Obama che “il tempo corre” e che bisogna al più presto interrompere il programma nucleare iraniano dando a Obama solo qualche mese per risolvere con diplomazia la questione iraniana. Secondo Israele il dialogo con Teheran dovrà andare avanti con “condizioni chiare” che mettano un limite al programma di circa tre mesi. Una visione condivisa comunque anche dall’inviato speciale Usa in Iran, Dennis Ross. Per quanto riguarda il Medio Oriente Netanyahu presenterà una serie di richieste di maggiore sicurezza tra cui la smilitarizzazione della Cisgiordania e il controllo di Israele del suo spazio aereo. Tra le proposte anche quella di un comitato israelo-americano per decidere sulle modalità dell’evacuazione.

Fonte: affaritaliani

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