Riassunto e considerazioni

marzo 30, 2009

30-marzo-09-incontro-bds-3E’ andata a buon fine la giornata di oggi. Abbiamo cominciato la mattina allestendo una piccola mostra in atrio (Lettere) di immagini recenti e di una cartellonistica che ripercorreva dettagliatamente e con molte immagini la storia Palestinese. Sfortunatamente le persone che leggevano seriamente son state poche. E’ alienante come il 90% delle persone cammini senza neanche vedere cosa ha davanti, nella frenesia di non si sa bene quale scopo. Devo però constatare con molto orgoglio che le persone ad aver letto i 21 cartelli dal primo all’ultimo son stati tutti studenti normali, contro un solo professore universitario, forse acceccati questi ultimi dalla loro nebbiosa aura intellettuale.

Si è proceduto nel mentre ad un volantinaggio sparso della cartolina che vi abbiamo 30-marzo-09-incontro-bds-1mostrato lo scorso articolo, ma anche di materiale di Forum Palestina, dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina e del Gruppo Falastin. Il volantinaggio è avvenuto davanti all’Auchan, in varie facoltà, nelle mense.

Si è allestito un banchetto, gestito dall’Associazione, di prodotti palestinesi e di libri riguardanti la Palestina. Nel pomeriggio gli si è affiancato un secondo banchetto, gestito da Scienze Politiche, in cui si vendeva l’ultimo libro di Vittorio Arrigoni (e con molto successo!).

Infine alle 17:00 circa il tanto voluto intervento. In aula una cinquantina di persone. E’ stato quello più seguito fra gli eventi organizzati da ConsumoCritico, a quanto pare. Persone anziane come studenti universitari. Siamo stati felicissimi di vedere matricole e persone estranee alla questione interessarsi sinceramente all30-marzo-09-incontro-bds-6a causa. Fra i concetti principali che sono venuti fuori dall’incontro si possono ricordare: la non-conoscenza della storia palestinese, la mala-(disonesta-)informazione vigente soprattutto in Italia, le ragioni politiche del boicottaggio e le sue radici storiche.

E’ seguito un acceso dibattito in cui sardi e palestinesi esprimevano le proprie opinioni in merito, non senza qualche 30-marzo-09-incontro-bds-5incomprensione di fondo dovuta, vorrei sottolinearlo, alla cecità di noi occidentali nel non capire che la sensibilità palestinese può (e non può che essere altrimenti) essere diversa dalla nostra. Il tutto però in un clima civile e pacifico. Il dibattito è stato “interrotto” alle 8 per la chiusura della facoltà, poichè altrimenti sarebbe andato avanti ancora  prolificamente.

Il risultato quindi è più che insperato, contanto che la nostra città non è certo una metropoli e che questo era solo il primo di una serie di eventi che, ci auguriamo, riusciremo a organizzare nel prossimo futuro.

Un ringraziamento particola va all’Associazione Sardegna Palestina, soprattutto nella persona di Petra.


Eventi in vista

marzo 26, 2009

volantino-30-marzo-bmp1

Ecco cosa fa Cagliari per il 30 marzo.

In anteprima inoltre le cartoline che distribuiremo.

cartolina-boicottaggio


L’acqua, questione centrale dell’occupazione della Palestina

marzo 16, 2009

Iniziano oggi a Istanbul i lavori del World Water Forum.  I rappresentanti  degli stati s’incontrano per stabilire un governo mondiale dell’acqua: in altri termini si riuniscono per approntare a livello globale politiche di privatizzazione delle acque.

Riportiamo un articolo di un anno e mezzo fa tratto dal sito del forum nazionale dei movimenti per l’acqua (www.acquabenecomune.org) che esamina il problema delle acque in relazione alla Palestina: risorsa strategica fondamentale e perciò fattore fondamentale dell’economia politica della regione sia per i palestinesi sia per Israele e la sua politica d’occupazione.

Sud della Strisci di Gaza: in attesa di riempire i bidoni dacqua al centro di distribuzione ONU

Sud della Strisci di Gaza: in attesa di riempire i bidoni d'acqua al centro di distribuzione ONU

Approfittiamo dell’occasione anche per pubblicizzare gli incontri che si terranno il 19 e il 20 di marzo alle 16:30 nell’aula 15 della facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari e che svilupperanno le problematiche e le pratiche di lotta legate alla difesa delle acque pubbliche.  In calce all’articolo il programma degli incontri.

L’acqua, questione centrale dell’occupazione della Palestina

di André Rousseau
A nome del “Collectif Girondin de Soutien au Peuple Palestinien”

(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Martedì, 12 giugno 2007

Come in tutte le regioni aride, nel Vicino Oriente la questione dell’acqua è fondamentalmente politica. Presente fin dai primi insediamenti delle colonie, la questione è divenuta un problema centrale nella Palestina occupata e nel Golan annesso, e fa testimonianza della politica discriminatoria di Tel-Aviv. Vitale per Israele, il problema idrico sta al centro di tutta la sua strategia militare e colonizzatrice.
Il Vicino Oriente è una terra arida. Se ci si limita alle tre regioni dove il problema dell’acqua si pone con maggior acutezza, vale a dire la Giordania, Israele e i Territori Palestinesi, si constata che l’effettivo sfruttamento delle risorse idriche, per soddisfare la domanda attuale, è molto vicino, fors’anche superiore, a quello dell’effettiva disponibilità. Così, nel 1994, il consumo d’acqua in Israele supera i 2.000 milioni di metri cubi all’anno, quando le risorse rinnovabili non superano i 1.500 milioni di metri cubi annui. In Giordania, nel 1999 la carenza d’acqua ammonta a 155 milioni di metri cubi e le falde freatiche sono sottoposte ad un ultrapompaggio del 180%. Il caso è ancora più eclatante nella striscia di Gaza che sfrutta le sue risorse rinnovabili per il 217%, cosa che pone dei problemi importanti, tanto per la qualità dell’acqua emunta dalle falde, che per il futuro, con il rischio di portare a secco queste falde, molte delle quali quasi non si ricostituiscono più.

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Intervista a Gilles Devers

marzo 14, 2009

Da Il Manifesto del 10 Marzo l’intervista realizzata da Michelangelo Cocco a Gilles Devers, avvocato di cui già riportammo un contributo.

DIRITTI UMANI . L’atto d’accusa delle ong: un’inchiesta internazionale per i massacri di Gaza

«Adesso processiamo Tel Aviv»

CRIMINI DI GUERRA Parla l’avvocato Devers, rappresentante all’Aja dell’istanza di centinaia di organizzazioni non governative che si sono costituite per portare alla sbarra l’esecutivo Olmert: procedimento necessario perché tutti gli stati comprendano che l’ordine mondiale non può essere fondato su dei crimini contro l’umanità Il procuratore della Corte penale internazionale Ocampo: indagine possibile
«Esiste una possibilità che ciò accada». Così l’altro ieri Luis Moreno Ocampo sulla possibilità di aprire presso la Corte penale internazionale (Cpi) un’inchiesta su «crimini di guerra» e «crimini contro l’umanità» nei confronti d’Israele per i massacri di palestinesi perpetrati durante l’operazione «Piombo fuso» a Gaza. Si tratterebbe di una rivoluzione, perché – ha sottolineato Perfil, il domenicale di Buenos Aires che ha riportato le dichiarazioni di Ocampo – sarebbe la prima volta che un organismo internazionale riconosce l’Autorità palestinese (Anp) come «stato indipendente». «Stiamo valutando la questione – ha aggiunto Ocampo – siamo in una fase di analisi».
L’avvocato Gilles Devers è il legale rappresentante presso la Corte dell’istanza di centinaia di organizzazioni non governative (ong) e associazioni che si sono costituite contro i crimini di guerra. Con Devers – ieri a Roma per illustrare l’iniziativa giuridica della società civile internazionale promossa in Italia dal Network degli Artisti italiani e lanciata dalla Rete dei Traduttori per la diversità linguistica Tlaxcala – abbiamo discusso del procedimento.

Avvocato Devers, può spiegarci come è nata la vostra iniziativa?

Gilles Devers parla alla conlusione di un corteo francese di solidarietà verso Gaza

Gilles Devers parla alla conlusione di un corteo francese di solidarietà verso Gaza

Si tratta di un’iniziativa militante, portata avanti da oltre 350 associazioni – europee, africane, mediorientali e sudamericane – testimoni dell’offensiva «Piombo fuso» contro la Striscia di Gaza. Il 22 gennaio abbiamo depositato la denuncia per «crimini di guerra» e «crimini contro l’umanità» presso La Corte penale internazionale (Cpi). Lo stesso giorno – questo è un elemento molto importante per la procedura – l’Autorità palestinese (Anp) ha dato competenza alla Cpi. Se gliel’avesse negata, solo un intervento del Consiglio di sicurezza dell’Onu avrebbe potuto obbligare la Cpi a indagare, come è avvenuto nel caso del Sudan. Cosa che però nel nostro caso sarebbe stata impossibile, per il veto che sicuramente avrebbero opposto gli Stati Uniti. Per questo prima le organizzazioni non governative (ong) hanno deciso di costituirsi come testimoni del crimine. Poi l’Anp – con un accordo politico tra Hamas e Fatah – ha riconosciuto l’autorità della Cpi Il procuratore Ocampo ha chiesto chiarimenti tra cui quello su chi rappresenti lo Stato a Gaza. A quel punto c’è stata una seconda visita all’Aja, da parte dell’ambasciatore, del ministro della giustizia e degli esteri palestinesi, per riunire tutti gli elementi e mostrare che l’Anp rappresenta il popolo palestinese e che se la Cpi invierà ispettori a Gaza, saranno ben accolti.
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Ars amandi made in Israel

marzo 13, 2009

Raffaele canta e balla l’amore coloniale e sessista

11-15 Febbraio, Yelahanka, Bengaluru, India:  AeroIndia2009, fiera internazionale degli armamenti aerospaziali organizzata e offerta al mondo dal Ministero della Difesa indiano.

La Rafael, industria governativa israeliana, agenzia dell’esercito di sviluppo e produzione (e smercio) di tecnologia militare manda in loop questo video pubblicitario presso il proprio stand alla fiera.

La strategia di marketing israeliana tenta il suo approccio all’ India:

In stile trash-bollywood l’uomo vestito all’occidentale corteggia la donna indiana in un ballo che ha per coreografia missili di produzione Rafael. L’uomo occidentale promette fedeltà eterna con la forza delle armi alla donna indiana, crescente potenza.

L’amore è la sicurezza delle armi.

L’ alleanza è la seduzione offerta e minacciata dall’occidente maschio.

ars amandi made in Israel.

Fonte: http://mazzetta.splinder.com


Le università e la resistenza

marzo 4, 2009

Già abbiamo accennato alla forte mobilitazione nelle università inglesi per protestare contro l’aggressione di Gaza. Il nostro ufficio relazioni estere lavora per stringere contatti.

Riportiamo un comunicato del FPLP che si complimenta per le iniziative studentesche  auspicando l’allargamento del movimento. Il nostro compito.

corteo studentesco inglese di solidarietà con la Palestina

corteo studentesco inglese di solidarietà con la Palestina

L’FPLP elogia gli studenti britannici che occupano le università in solidarietà con la Palestina

12 febbraio 2009

Tratto da: http://www.pflp.ps/english/

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina si complimenta con gli studenti Britannici per l’ondata di occupazioni in solidarietà al popolo Palestinese e lo stesso Fronte, in un comunicato del 12 febbraio, ha chiesto di continuare ed allargare il movimento.

L’Fplp si è complimentato con gli studenti della Manchester University e con oltre 20 università britanniche che hanno accolto l’appello del popolo palestinese per il sostegno e la solidarietà di fronte ai massacri e alle aggressioni contro la nostra gente a Gaza e la complicità e il coinvolgimento del governo e degli ufficiali Britannici, Statunitensi e dell’intera Unione Europea nell’assedio del nostro popolo e nel tentativo di sottomettere e sopprimere i nostri diritti.

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Notizie Veloci

marzo 3, 2009

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Notizia poco importante – finalmente abbiamo un logo. Inoltre stiamo contattando università inglesi e francesi per coordinare eventi e manifestazioni.

Tehran -Infopal. Inizierà domani nella capitale iraniana la Conferenza internazionale di sostegno al popolo palestinese, intitolata “Palestina, il simbolo della resistenza. Gaza, la vittima di un crimine”.

Saranno presenti leader, politici, giornalisti, attivisti provenienti da Asia, Africa, America Latina, Europa.

Cisgiordania – Infopal. All’alba di oggi, martedì 03 marzo, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato dodici cittadini palestinesi in diverse zone della Cisgiordania. Fonti di sicurezza palestinesi hanno confermato che le forze di occupazione hanno eseguito l’arresto di due cittadini palestinesi a Ramallah e di altri due a Hebron, in Cisgiordania. Nella città di Nablus, sono state arrestate altre otto persone, di cui due fratelli. Fonti locali hanno riferito che una forza militare israeliana ha invaso la città di Nablus dagli ingressi sud e ovest, circondando alcune abitazioni nella città vecchia, nella zona di Rafidia e nella via del College al-Rawda. Sono stati riferiti i nomi dei cittadini arrestati: si tratta dei due fratelli Fares e Firas Halawah, Alaa Rizq, Mahmud Nayef, Naser Halawah, Ala’ Halawah, Ahmad Isteteh e Nidal Abu Kishk. La città di Nablus e i suoi campi profughi subiscono invasioni quotidiane da parte delle forze di occupazione israeliane, che si concludono sempre con degli arresti.

Gaza – Infopal. Il movimento di Hamas ha affermato che il dialogo interpalestinese, che è stato ufficialmente aperto al Cairo, sarà molto diverso da quelli precedenti: la sua missione è infatti trovare un accordo su tutte le questioni legate alle divisioni, a condizione però che tale accordo venga poi messo in pratica in base alle priorità. Leggi il seguito di questo post »