Invasioni israeliane, Amnesty e Hamas

Cisgiordania – Infopal. Questa mattina all’alba, le forze di occupazione israeliane hanno invaso la cittadina di Khadar, a sud di Betlemme. Fonti della sicurezza locale hanno riferito che un grande spiegamento di truppe israeliane ha attaccato l’area di Um Rakba e diverse case del paese. Alle 12,30 di questa notte, un altro spiegamento di forze ha invaso Nablus, assaltando una scuola e una tv. Fonti locali hanno reso noto che una trentina di mezzi militari ha invaso la Città Vecchia e altri quartieri. I soldati hanno distrutto le porte dei negozi di strada An-Naser e di diverse altre vie, e assaltato la scuola Thafer Al-Masri, vicino a Ras Al-Ein. La stazione tv “Asia” è stata invasa e il direttore, Ayman Al-Qadiri, e due impiegati, sono stati sequestrati. Al-Qadiri ha dichiarato che lo studio televisivo è stato usato come postazione di controllo per monitorare la scuola Thafer che si trova lì vicino. Le forze israeliane hanno anche fatto irruzione nell’abitazione di Imad Qandil, nella Città Vecchia, e collocato dell’esplosivo nella sua cucina, sostenendo che nell’edificio c’era un “tunnel”. Samer Imad Qandil, 18 anni, e suo fratello Ghazi, 20, sono stati arrestati.

Amnesty International. “Le forze israeliane hanno utilizzato fosforo bianco e altre armi, fornite dagli Stati Uniti d’America, commettendo gravi violazioni delle leggi umanitarie internazionali, compresi crimini di guerra che hanno provocato l’uccisione di centinaia di bambini e anziani e causato una grande distruzione a case e infrastrutture. Parallelamente, Hamas e altri gruppi palestinesi armati hanno lanciato centinaia di missili, contrabbandati o fabbricati parzialmente all’estero, contro zone civili in Israele. Nonostante gli effetti di questi razzi palestinesi siano molto inferiori alla distruzione causata dai missili usati da Israele, essi hanno ucciso diversi civili, dunque anche questo è un crimine di guerra”. “E’ possibile dire che Israele ha effettuato un grande attacco contro Gaza con armi, munizioni e strumentazioni militari fornite da gli Stati Uniti e pagate con le tasse dei contribuenti americani”. “A Gaza, alla fine della guerra, i ricercatori hanno trovato frammenti di armi utilizzate dall’esercito israeliano – molte delle quali fabbricate negli Stati Uniti – sparsi nei campi sportivi, nelle scuole, negli ospedali e nelle case dei cittadini. Abbiamo trovato resti con fosforo bianco ancora infiammabile, e altri frammenti di nuovi missili, lanciati dai droni israeliani, che quando esplodono si trasformano in schegge di metallo molto taglienti. Questi pezzi mortali, progettati per uccidere, hanno trapassato porte di metallo e muri di cemento. E’ chiaro che sono stati progettati per causare più vittime possibili”. “E’ dovere degli Stati Uniti interrompere i rifornimenti a Israele, perché vengono violate gravemente le leggi. L’amministrazione Obama deve fermare subito gli aiuti militari a Israele. Sollecitiamo il Consiglio di Sicurezza a imporre subito il divieto totale di forniture belliche a Israele e a Hamas e agli altri gruppi palestinesi armati, finché non si troveranno i meccanismi che garantiscono che tali armi non violino le convenzioni internazionali”.

Immediata la risposta di Hamas: Hamas ha dichiarato oggi che l’appello di Amnesty International a sospendere la fornitura di armi sia a Israele sia a Hamas “non è equilibrata, è ingiusta, ed equipara il criminale alla vittima. Non c’è nemmeno uno stato che fornisca armi a Hamas, mentre a Israele sono le grandi potenze che gliele forniscono. Queste forniture alle forze israeliane avvengono sotto gli occhi di tutto il mondo, che non muove un dito per impedirlo”. Fawzi Barhum, portavoce di Hamas, ha affermato che Israele “usa armi di distruzione di massa – piccoli ordigni nucleari, bombe al fosforo, e altre – contro il popolo palestinese inerme, mentre quest’ultimo non possiede che armi semplici che servono solo per difendersi e per tutelare il suo diritto, legalmente riconosciuto dalle leggi internazionali, a liberare la Palestina dall’aggressore”. Il movimento ha espresso il timore che tali dichiarazioni “ingannino l’opinione pubblica e servano a giustificare l’aggressione israeliana contro l’inerme popolo palestinese, oppure che siano usate come pretesto per proseguire l’assedio e la politica di punizione collettiva”. Hamas ha chiesto a Amnesty International di “rivedere le proprie posizioni ingiuste che danneggiano il popolo palestinese. L’organizzazione dovrebbe partecipare alla raccolta delle prove per processare l’occupazione israeliana e la sua criminale dirigenza, invece di mettere sullo stesso piano il carnefice e la vittima”.

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