Notizie in pillole

In primo luogo ci scusiamo per la nostra assenza in questi ultimi giorni. Cercheremo ora di riassumere velocemente gli eventi significativi di questi giorni.

14 Febbraio 2009:

Hebron. Una città antica e, una volta, dignitosa. Oggi un ammasso di macerie in cui riescono a sopravvivere pochi Palestinesi, a causa della violenza inaudita e impunita dei coloni israeliani. Un ragazzino di 14 anni, Radwan al-Jamal, è stato ucciso. La famiglia incolpa i coloni, ma il proiettile nel petto del bambino è dell’esercito israliano. Come al solito la colpa sarà stata quella di essere Palestinese e quella di camminare per strada (stava andando a comprare in un negozio vicino a casa). Come al solito l’esercito avrà appoggiato col piombo un attacco partito dai coloni.

Gaza.Israele ha commesso crimini di guerra contro la Striscia di Gaza“: è quanto ha dichiarato una delegazione del Parlamento europeo che ha incontrato diversi membri del Consiglio Legislativo Palestinese. Bella scoperta.

16 Febbraio 2009:

Gaza. Le forze di occupazione israeliane appostate alla frontiera nord della Striscia di Gaza, hanno bombardato una casa uccidendo un cittadino palestinese e ferendo altri cinque. Inoltre fonti mediche hanno dichiarato il decesso di Ali al-Qodra, 28 anni. Il giovane era stato ferito venerdì 13 dall’esercito israeliano che aveva lanciato una bomba contro la sua moto, mentre si trovava a Khan Yunes, nel sud della Striscia di Gaza.

Rafah. Aerei israeliani continuano a bombardare la striscia di confine.

Cisgiordania. Israele non si esime dall’ intervenire anche in Cisgiordania. L”esercito israeliano ha assaltato diverse aree della West Bank, sparando alla cieca e facendo irruzione in molte abitazioni. 37 cittadini “ricercati” sono stati “arrestati”.

Tel Aviv. Il giornale israeliano Haaretz ha riferito della confisca di 170 ettari di territori palestinesi a sud-ovest della città di Betlemme a favore della colonia “Ifrat”. Su questi terreni, che si trovano a nord della colonia “Ifrat”, verranno costruite 2500 unità abitative. I palestinesi, proprietari dei terreni confiscati, un anno fa hanno presentato 9 ricorsi all’amministrazione civile della Cisgiordania, che venerdì ne ha bocciati 8. Queste terre diventano così la settima collina della colonia. Ifrat è l’insediamento più grande della zona di Etsion, a sud della città di Betlemme, dove vivono 9000 coloni. Il consiglio della colonia tenterà di far passare il progetto di costruzione prima della fine del mandato di Olmert, poiché che il ministro della difesa, Ehud Barak, in precedenza aveva deciso di far passare il muro di ampliamento coloniale al di fuori di questi terreni.

17 Febbraio 2009:

Cisgiordania. Altri 26 Palestinesi arrestati, per “ragioni di sicurezza”.

Jenin. Mezzi corazzati dell’occupazione israeliana continuano a invadere Jenin e i luoghi limitrofi. La città sta in Cisgiordania, non in suolo israliano, ma è vittima dell’occupazione dello Stato sionista.

Gaza. Il numero dei malati deceduti nella Striscia per motivi di salute a causa dell’assedio sale a 275.

18 Febbraio 2009:

Khan Yunis. Aerei israliani bombardano una moschea. Sarebbe un crimine di guerra, se solo interessasse a qualcuno. Si contano un morto e un ferito.

Jayyus. Una cittadina in Cisgiordania vittima dei una ventina di mezzi corazzati israliani. Viene imposto il coprifuoco, perquisite le case, costruite postazioni militari sopra i tetti delle abitazioni.

Tel Aviv. Il consiglio ministeriale ristretto per gli affari politici e della sicurezza israeliani ha deciso questa mattina che non verrà trovato nessun accordo con Hamas, che prevede l’apertura dei valichi della Striscia di Gaza, senza la liberazione del soldato detenuto dalla resistenza palestinese, Gilad Shalit. Ismail Radwan, dirigente di Hamas, in una dichiarazione diffusa ieri, ha affermato che il movimento “non è contrario alla liberazione di Shalit, a condizioni che Israele rispetti le richieste delle fazioni palestinesi. La questione Shalit non ha a che fare con la tregua, perché la sua liberazione è legata a quella dei detenuti palestinesi”.

19 Febbraio 2009:

Gaza. Tank israeliani aprono il fuoco a Rafah.

Cisgiordania. L’esercito israeliano invade diverse località.

20 Febbraio 2009:

Gerusalemme. Dossier su Gerusalemme pubblica che nel 2008, nella parte Palestinese della città,  son stati demoliti 85 edifici,mandati 291 di demolizione e sequestro, 1,931 unità coloniali son state edificate, e progettate altre 33,500. Censiti 36 casi di confisca di terreni.

21 Febbraio 2009:

Libano. Partono dal Libano dei razzi. Due finiscono su suolo libanese. Uno finisce sul suolo israeliano. Non si contano morti,solo un ferito lieve, raggiunto da alcune schegge. Ma il contrattacco israliano parte, incredulo di una simile opportunità. C’è chi lancia un razzo, chi risponde bombardando il Libano. Gli Hezbollah comunque negano ogni coincolgimento nel lancio. Solo il 16 c.m. avevano affermato il loro diritto ad avere una loro contraerea, in grado di rispondere a simili attacchi. Non dimentichiamo infatti che sono anni, non solo dal 2006, ma più significativamente da questo, che il Libano è vessato dal comportamento militare israeliano.

Tel Aviv. Peres (quel premio nobel per la pace, sì, lui!) incarica Netanyahu di formare il governo. Quest’ultimo fa l’occhiolino pubblicamente a Livni e Barack. Non riteniamo comunque che Lieberman rimarrà a guardare. Intanto arrivano parole illuminati da Hamas. “Noi non facciamo differenze tra criminali. Tutti loro hanno commesso crimini contro i palestinesi. Cambiare faccia non significa cambiare politiche”. Effettivamente, Lieberman o non Lieberman, Netanyahu o non Netanyahu…la situazione è cristallizzata sulla stessa linea d’onda ormai da anni.

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