Tombola palestinese: 4=i feriti, 1=palestinese morto 0=cemento

F16 israeliano

Alzi la mano chi ha capito se la tregua di Israele è, aldilà dei fatti concreti, ufficialmente rotta. Oggi un ennesimo Palestinese ucciso da un bombardamento israeliano su una macchina (!). Altri due passeggeri e due passanti sono rimasti feriti. L’inviata a Gaza di Infopal, Angela Lano, racconta dei rumoreggianti F16 israeliani:

Abbiamo udito pochi minuti fa (N.B. domenica primo febbraio)diversi cannoneggiamenti provenire dal mare. In cielo hanno ripreso i sorvoli degli F16. Tra ieri e oggi, Israele ha sfoderato la bugia del lancio dei razzi contro i propri territori, ma la resistenza nega categoricamente e accusa il governo di Tel Aviv di inventare pretesti per riattacare la Striscia e causare altri morti, in vista delle elezioni. La logica dello stato ebraico è più o meno questa: più morti, più voti. Solo una mente criminale, mostruosa può ragionare in questi termini. Questa mattina abbiamo incontrato il portavoce del governo Hamas, Tahar an-Nunu, che ci ha confermato che la resistenza palestinese non ha lanciato razzi né ieri né oggi, e che si tratta di propaganda israeliana per giustificare una nuova aggressione via cielo e via mare della Striscia di Gaza.”

La Lano ha parlato direttamente con il portavoce del governo Hamas sulla Striscia, Taher An-Nunu, il quale ha ribadito le chiare condizioni di una tregua duratura: “Quelle che ripetiamo da tempo: aprire i valichi, porre fine all’assedio e alle aggressioni contro la popolazione. Loro, però, vogliono concederci solo un’apertura parziale.” Dopo aver confermato che il sostegno di Hamas è in forte crescita (checcè provino a propinare giornali italiani e internazionali) il portavoce di Hamas ha riconosciuto che la ri-costruzione della Striscia è ferma perchè i valichi, chiusi, non permettono, come da anni a questa parte, il passaggio dei più elementari materiali edilizi.

Dopo 23 giorni di devastazione israeliana, sono molte le cose da fare. Noi siamo ancora sotto embargo, anche se, per ora, entrano gli alimenti. La Striscia di Gaza è stata molto danneggiata: strade, acquedotti, edifici. E’ come se un terremoto ci avesse investito, travolgendo tutto quanto e non risparmiando nulla. Israele ha utilizzato un arsenale maggiore di quello usato dalla Gran Bretagna durante tutta la seconda guerra mondiale.
Sono tre le tipologie di interventi di cui necessità la Striscia: 1- il sostegno e rifugio alle famiglie senza tetto. Ce ne sono ben 10 mila. La ricostruzione degli edifici è resa impossibile dalla mancanza di materiali edili. Stiamo usando i tendoni da campo per dare ospitalità alla gente rimasta senza casa, oppure offriamo un aiuto per affittare un appartamento. 2 – rimozione delle macerie. Anche in questo caso, non abbiamo i macchinari, le attrezzature adatte. Ciò di cui disponiamo non arriva al 10%. Se non si solleva l’assedio, non possiamo fare nulla. 3- la bonifica delle aree bombardate. Sotto le macerie degli edifici distrutti ci sono molte bombe ancora inesplose e frammenti di missili al fosforo. Ma anche per questo, al momento non disponiamo dell’attrezzatura necessaria. Di nuovo, ritorniamo alla questione di partenza: riaprire i valichi. L’assedio rende impossibile qualsiasi attività.”
ha detto El-Mansi, ministro dei lavori pubblici e delle politiche abitative.

Assieme al cemento e a ogni tipo di bene Israele vieta anche il passaggio delle attrezzature mediche per la cura e la diagnosi del cancro. Chissà che non possano essere utilizzati per qualche scopo terroristico simili attrezzature!
Nel mentre all’ospedale ash-Shifa si continuano a curare i pazienti e si allestisce una simil-mostra con tutte le foto pervenute sul massacro di Gaza e i pezzi di artiglieria israeliana trovati per strada. Al suo fianco un tendone accoglie i tanti che vogliono donare del sangue per i meno fortunati (mi chiedo chi siano i più fortunati, a Gaza).

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