FPLP: comunicati politici sulla resistenza e la tregua

pflp-40thenglishRiportiamo il comunicato politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), impegnato nella resistenza armata nei 22 giorni dell’ attacco a Gaza, diramato dopo la proclamazione da parte di Israele della tregua unilaterale e del cessate il fuoco di una settimana da parte di Hamas, con il quale comunque, il braccio armato del Fronte, le Brigate Abu Ali Mustafa (BAAM), solidarizzano nella comune resistenza. Sebbene infatti il Fronte esprima posizioni fermamente laiche al momentole relazioni fra Hamas e l’ FPLP sono determinate dalla resistenza”, come ha avuto modo di precisare il 18 gennaio un portavoce del movimento della sinistra nazionalista palestinese in un’ intervista all’ agenzia stampa araba Ma’ an (d’altra parte anche il Segretario Generale del Fronte, Ahmad Sa’adat, arrestato il 15 gennaio 2002 dalle Forze Speciali dell’ Autorità Palestinese e ora detenuto nelle carceri israeliane, il 14 gennaio, dalla prigionia, aveva lanciato un’appello all'”unità di tutte le forze nazionali ed islamiche come compito immediato del nostro popolo impegnato nella resistenza all’occupante”). Nella stessa intervista sopracitata il portavoce del fronte esprime con queste parole la valutazione politica sul senso dell’ unità nazionale palestinese e sull’autorità di Abu Mazen in questo momento: “La sola legittimità palestinese che ci interessa al momento è la legittimità della resistenza. Questa è la definizione della nostra unità nazionale: lotta all’occupante e ai suoi crimini, difesa del nostro popolo e dei nostri diritti. La legittimità ora non è quella dell’ANP; essa deriva dallo stare con la resistenza, con la fermezza del nostro popolo, contro i crimini dell’occupante“.

Di seguito pubblichiamo un secondo documento dell’ FPLP, datato 12 gennaio 2009, che riporta la condanna da parte del Fronte di un eventuale dispiego di cosiddette “forze internazionali” nella striscia di Gaza per il controllo dei valichi di frontiera. Ricordiamo che al vertice di Sharm el-Sheikh, il 18 gennaio, il nostro Presidente del Consiglio ha comunicato la disponibilità italiana per l’invio di un reparto di Carabinieri con il compito di controllare i valichi al confine egiziano.


Piccola nota a margine: nella stessa sede, Sharm el-Sheikh, Berlusconi, dopo averlo lanciato per la Sardegna, ha esteso alla Palestina la propria  volontà di avviare un grande “Piano Marshall” .  Ossessioni.

N.B. : in calce all’articolo, dopo i comunicati, pubblichiamo un file pdf contenente le traduzioni di tutti gli altri comunicati dell’ FPLP rilasciati fra il 25 dicembre 2008 e il 21  gennaio 2009. Ringraziamo il CollettivoAutorganizzatoUniversitario di Napoli per le traduzioni, per l’importante lavoro svolto e per averci permesso di postare tutti i comunicati.


FPLP: La nostra posizione sul ‘cessate il fuoco’, sulla ‘tregua’ e sulle armi della resistenza

Il 18 gennaio 2009, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha ribadito la propria posizione sul cosiddetto “cessate il fuoco”, sostenendo di aver accolto col massimo rispetto la decisione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle nella resistenza di dichiarare un “cessate il fuoco” di una settimana col nemico. Dal momento che oggi condividiamo con tutto il nostro popolo la dichiarazione di vittoria, vogliamo ripetere il nostro rifiuto di qualsiasi “cessate il fuoco” e della politica della cosiddetta “tregua”.

Ci siamo continuamente opposti alla politica della “tregua”, perché rappresenta un’opportunità ed un’ulteriore falsa giustificazione a favore di Israele per attaccare il nostro popolo e per aumentare la pressione sulla resistenza da parte di tutte le forze appartenenti al campo del nemico – non solo gli assalti delle forze armate israeliane, ma anche le pressioni politiche e gli attacchi dei regimi arabi, dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e del cosiddetto “Quartetto”. La “tregua” diviene per la resistenza una trappola che dovremmo sempre cercare di evitare, poiché l’occupazione stessa è un atto di aggressione. Il nostro popolo ha il diritto di resistere, in qualità di popolo sotto occupazione, e se la resistenza può prendere decisioni sulla tattica con cui condurre la nostra lotta, non possiamo permettere che le scelte e le deliberazioni divengano un’arma nelle mani del nostro nemico.

Reparti delle forze di terra del nemico sono ancora a Gaza e l’assedio non ha avuto termine, né abbiamo ottenuto l’apertura dei confini, in particolare del valico di Rafah. Il nemico non ha dichiarato la fine dell’assedio navale e le sue forze aeree continuano ad invadere i nostri cieli, nel tentativo di suscitare paura e terrore tra la nostra gente che già ha pagato con oltre 1300 martiri e oltre 5000 feriti nelle ultime tre settimane, cui si aggiungono le distruzioni di più di 4000 case, di interi quartieri e di molte delle nostre infrastrutture civili a Gaza. I confini non sono stati aperti e a tutti i valichi, soprattutto a quello di Rafah, beni e merci diretti alla nostra popolazione sono in attesa che ci siano le condizioni per un trasporto sicuro.

Il nemico sta cercando di raggiungere con mezzi politici ciò che non è arrivato ad ottenere con le armi. Non è riuscito, malgrado la sua politica della terra bruciata e i massacri, ad eliminare la nostra resistenza o a schiacciare la fermezza del nostro popolo. Ora sta provando a coprire il suo fallimento con l’accordo Livni-Rice con gli Stati Uniti – un accordo che non è degno nemmeno della carta sui cui è scritto. L’FPLP con la propria posizione sta rendendo chiaro che il nostro popolo e la nostra resistenza non abbandoneranno i nostri diritti o le nostre armi e che quest’ultima aggressione sta solamente rafforzando la nostra determinazione a costruire la nostra opposizione e le capacità delle nostre forze.

Inoltre, il summit di Sharm el-Sheikh tra stati europei ed alcuni regimi arabi rappresenta una minaccia per tutto il mondo arabo ed è un simbolo del tentativo di far rivivere il colonialismo nel mondo arabo. “Monitoraggio” dei confini egizio – palestinesi significa solo che non c’è sovranità nel mondo arabo, né in Egitto né a Gaza, e che queste potenze coloniali e le loro forze stanno facendo ritorno nella nostra regione. La sovranità è una questione dirimente, che divide un popolo ed una nazione libere da uno che è sotto gli stivali del colonialismo e dell’occupazione. L’utilizzo dell’espressione “contrabbando di armi” è un altro metodo per trasformare la nostra causa nazionale in una “questione di sicurezza” ed un tentativo di togliere legittimità alle armi della resistenza del nostro popolo sotto occupazione. Il diritto di un popolo che patisce l’occupazione di resistere in tutti i modi, inclusa la lotta armata, è un diritto fondamentale ed inviolabile, e non permetteremo che i nostri diritti siano liquidati attraverso le parole d’ordine della “sicurezza” o della “stabilità”.

L’FPLP è impegnato sul campo di battaglia con i nostri fratelli e le nostre sorelle di tutte le organizzazioni della resistenza dall’inizio dell’aggressione, il 27 dicembre 2008. Abbiamo condiviso e continuiamo a condividere il pane e i proiettili con l’obiettivo di combattere il nostro comune crudele nemico sionista e coloro che lo spalleggiano. L’FPLP è stato il primo a lanciare un missile contro le forze del nemico in quest’aggressione e saremo sulle linee del fronte inseguendo il nemico fino a che non si sarà ritirato dall’ultimo centimetro della Striscia di Gaza.

Gloria ai martiri!

Vittoria alla resistenza!

Lunga vita al popolo palestinese ed alla nazione araba!

Lunga vita alla lotta ed alla solidarietà internazionali!

FPLP: “Le cosiddette “forze internazionali” a Gaza servirebbero solo come arma contro il popolo palestinese e la nostra resistenza

Il 12 gennaio 2009, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha rifiutato la presenza delle cosiddette “forze internazionali” nella Striscia di Gaza, sottolineando che il reale obiettivo di una tale forza sotto l’egemonia degli Stati Uniti sarebbe proteggere l’occupante e reprimere la resistenza del popolo palestinese. La dichiarazione continua affermando che la questione palestinese non è una questione di sicurezza, né lo è ciò che sta accadendo a Gaza; si tratta, invece, di una causa di liberazione nazionale e di lotta popolare con l’obiettivo di riottenere la propria terra, i propri diritti nazionali e l’espulsione dell’occupante con tutti i mezzi a disposizione della resistenza incluse, innanzitutto, la resistenza armata e la lotta armata, che è nostro fondamentale e legittimo diritto nazionale.

Il testo sottolinea poi che l’occupante è determinato ad annientare la nostra resistenza con la brutalità e con espedienti politici, ma il nostro popolo non lo permetterà qualunque siano i mezzi e le circostanze con cui ci proveranno. Inoltre, ha asserito il FPLP, facciamo appello a quanti ancora confidino nelle “soluzioni” distruttive degli Stati Uniti d’America, che hanno dimostrato il loro fallimento, affinché cambino radicalmente le proprie politiche. Il FPLP ha criticato le dichiarazioni alla stampa di Mahmoud Abbas (Abu Mazen) inerenti la resistenza, sottolineando che essa è la via attraverso cui il nostro popolo sotto occupazione esercita i suoi diritti, la sua libertà e la sua dignità, del tutto legittima secondo tutte le norme internazionali. Ha aggiunto che la resistenza del popolo occupato non porta agli attacchi dell’occupante, bensì è la principale opzione per liberare la nostra terra ed espellere gli invasori. Questa è la scelta operata da tutto il popolo palestinese e da tutte le sue forze ed organizzazioni.

Infine, il FPLP ha condannato ancora una volta i cosiddetti “negoziati”, evidenziando che non fanno nulla per fermare l’aggressione, le uccisioni ed il terrore dell’occupazione contro il nostro popolo; nonché il cosiddetto “processo di pace” in particolare successivo agli Accordi di Oslo, che è servito esclusivamente a dividere e frammentate la causa palestinese e a paralizzare l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).

Traduzioni a cura del Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

coll.autorg.universitario@gmail.com

http://cau.noblogs.org


Per visualizzare il file pdf con gli altri comunicati clicca sotto:

Fino Alla Vittoria!” Comunicati dell’ FPLP 25-12-08/21-01-09



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