Israele recluta un esercito di blogger per provocare con i troll i siti anti-guerra

di Paul Joseph Watson – Prison Planet.com

Israele ha annunciato la creazione di un nucleo di blogger che possa combattere i siti web da esso ritenuti “problematici”. Probabilmente, lo stato sionista mira a trovare vie più efficaci di quelle solite per diffondere propaganda sulla necessità di ammazzare neonati in nome della legittima difesa. L’opinione pubblica mondiale da tempo considera il governo israeliano un analogo dei nazisti ed il bombardamento indiscriminato e continuo di Gaza (che gli osservatori internazionali reputano un crimine di guerra) l’ha resa ancora più severa. Questo dissenso ha avuto modo di esprimersi soprattutto tramite la rete. La risposta di Israele a tutto ciò si manifesta con l’inondazione di internet da parte di solerti agenti delle pubbliche relazioni, il cui obiettivo è costruire una falsa “opinione pubblica” che giustifichi gli atti barbari del governo. Secondo quanto riportato da «Haaretz», il Ministero dell’Immigrazione sta arruolando un “esercito di blogger” che possa “rappresentare” Israele sui “blog antisionisti” in lingua inglese, francese, spagnola e tedesca. Il direttore generale del Ministero, Erez Halfon, ha dichiarato ad «Haaretz» che più di un milione di cittadini bilingue è oggetto di un reclutamento atto a scagliare volontari contro i siti web considerati “problematici”. Si può supporre che la loro missione consista nel fare i troll, in supporto alle argomentazioni sioniste, nello spazio per i commenti e nei forum. Questa tattica di pubbliche relazioni è già stata impiegata in precedenza da gruppi come la Monsanto e, più recentemente, dalla CENTCOM e dall’aviazione americana. D’altronde, i continui tentativi di infiltrare internet e seminarvi propaganda in appoggio alla cosiddetta Guerra al Terrore sono ben documentati. Già da tempo la CENTCOM infiltra blog e forum per assicurarsi che gli utenti possano «avere l’opportunità di leggere storie positive» su, ad esempio, la meravigliosa democrazia liberata che si è insediata in Iraq e le attività governative contro Al-CIAda. Nel maggio del 2008, il Pentagono ha rivelato l’espansione delle sue “Operazioni d’Informazione” su Internet: siti su notizie internazionali nuovi di zecca, appositamente progettati per avere un aspetto indipendente e imparziale, ma che in realtà fungono da megafoni per la propaganda militare. Più recentemente, il «New York Times» ha smascherato alcuni agenti privati che, spacciandosi per analisti militari indipendenti, prestavano servizio presso i maggiori network americani con l’incarico di promuovere gli interessi del Pentagono e generare una copertura positiva delle notizie riguardanti l’amministrazione Bush. L’operazione è stata formalmente annunciata nel 2006, quando il Pentagono costituì un’unità «atta a promuovere il suo messaggio presso le agenzie di stampa e specialmente su internet». Il Pentagono ha naturalmente aggiunto che questa mossa avrebbe aumentato le sue capacità di neutralizzare notizie giornalistiche “inesatte” e sfruttare i nuovi media. Appena una settimana fa, l’aviazione americana ha annunciato un piano “antiblog” mirato ad investigare e reagire ai post di quei blogger che hanno «un’opinione negativa sul governo e l’aviazione americana». Questa iniziativa, architettata dalla sezione Pubbliche Relazioni dell’aviazione, include un algoritmo “antiblog” in dodici punti, che offre indicazioni su come gli ufficiali dovrebbero rapportarsi ai cosiddetti “troll” e gli utenti “asociali” e/o “disinformati”.

traduzione di Massimo Spiga per Megachip
Originale: Paul Joseph Watson, Israel Recruits Army Of Bloggers To Troll Anti-War Websites: http://www.prisonplanet.com/israel-recruits-army-of-bloggers-to-troll-anti-war-websites.html

2 risposte a Israele recluta un esercito di blogger per provocare con i troll i siti anti-guerra

  1. gruppofalastin scrive:

    Non si parla di Italia…ma sinceramente…avendo gli israeliani molto in odio Arrigoni…suppongo ne saremo bersaglio anche noi (anzi, a dir la verità, penso succeda già)

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