Il pomo della discordia

Ci teniamo a linkarvi qui la puntata di Annozero dal titolo “La guerra dei bambini” che tanto ha destato scalpore e indignazione. Fini l’ha definita “indecente” e la RAI ha subito provveduto a censurare Annozero con una ammonizione.

Noi crediamo che segni il primo tentivo dell’informazione italiana di uscire fuori dal coro. Essendo il primo tentativo non può che essere in prova, e quindi anche imperfetto. Nonostante questo è da apprezzare lo sforzo, nonchè la realtà oggettiva che finalmente le immagini di Gaza sono entrate nelle case degli Italiani.

E’ stato poi ancora più importante della trasmissione ciò: la successiva (e anche immediata) censura da parte di chi ha interesse(o solo grettezza) a zittire un’informazione libera, una voce diversa. Un (tentativo di) linciaggio avvenuto non per una divulgazione di parte, ma perchè bipartisan. Mi spiego meglio: Santoro non è stato attaccato perchè ha fatto una trasmissione sui Palestinesi(cosa non avvenuta), ma perchè si è permesso di far sentire affianco alla voce Israeliana le voci Palestinesi. E’ stato rimprovato non di parzialità, ma di imparzialità.

Dacchè Santoro non mi sta troppo simpatico(ma questo non ha nulla a che fare con la trasmissione) completo l’opera citando una giornalista, Norma Rangeri, anch’essa per me non troppo simpatica:

“E bisognerebbe che tutti si ponessero una semplice domanda, una questione di scuola: una trasmissione, un telegiornale schierato per Israele (come è normale amministrazione), si può e invece un programma o un telegiornale schierato coi palestinesi no?” (da il Manifesto del 22.01.2009)

Cliccate qui per vedere la puntata di Annozero


Le dichiarazioni del CDA RAI – La replica di Michele Santoro

Il Consiglio d’amministrazione RAI

Roma, 21 GEN (Velino) – 17:28. “Il Consiglio di Amministrazione della Rai nella seduta di oggi ha ascoltato una comunicazione del presidente Claudio Petruccioli sulle polemiche suscitate dalla puntata della trasmissione ‘Annozero’ sulla guerra di Gaza. Il Consiglio ha preso atto condividendola della lettera inviata da Petruccioli al presidente della Camera dei Deputati. Il Consiglio sottolinea che nel suo complesso l’informazione della Rai sul conflitto e’ completa ed equilibrata; rileva che di fronte al racconto e all’approfondimento delle ragioni di crisi internazionali così drammatiche, agli autori, ai giornalisti e ai conduttori del servizio pubblico e’ richiesto un più alto senso di responsabilità e di attenzione.
La trasmissione di ‘Annozero’ del 15 gennaio u.s. si e’ sottratta a questo obbligo e ha peccato di intolleranza e faziosità. A nessuno, tanto più a chi opera nel servizio pubblico, può essere negato di esprimere il proprio punto di vista, ma questo deve tener conto e rispettare anche il punto di vista degli altri per evitare di diffondere un messaggio unilaterale e parziale. In particolare quando si informa su un conflitto come quello fra Israele e i palestinesi, e’ sbagliato assumere come ragioni assolute le ragioni di una delle parti in campo ma bisogna sempre raccontare i fatti e le vicende nella loro complessità con rispetto delle diverse convinzioni e posizioni. Il Consiglio di Amministrazione impegna il direttore generale affinché questi principi abbiano sempre attuazione nella programmazione della Rai”. Il suddetto ordine del giorno e’ stato approvato all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione della Rai. Lo rende noto un comunicato stampa di Viale Mazzini.

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La replica di Michele Santoro

Il Presidente Petruccioli e il Consiglio di amministrazione della Rai mi attaccano pubblicamente senza motivare i loro pesanti giudizi e senza muovermi precisi addebiti sui contenuti della trasmissione. Annozero ha fotografato la tragedia dei bambini di Gaza, definiti da Benedetto XVI “vittime innocenti di una inaudita violenza”, senza però mancare di dar conto delle ragioni degli israeliani.

Di conseguenza un Consiglio in scadenza non decide alcuna sanzione nei miei confronti, togliendomi di fatto il diritto a difendermi nelle sedi competenti, ma redige una scomunica a futura memoria. E’ come se il Presidente Petruccioli e il Consiglio di amministrazione avessero caricato un’arma per lasciarla in eredità ai loro successori, senza avere il coraggio di tirare il grilletto.

In queste condizioni un dipendente viene contemporaneamente delegittimato e mandato in onda per raccogliere i proventi pubblicitari. Un vero editore non potrebbe mai comportarsi in questa maniera.
Da questo momento chiunque può sentirsi autorizzato a comportarsi nel nostro studio come hanno fatto Lucia Annunziata, Clemente Mastella e Vittorio Sgarbi. Di conseguenza, non ci sarebbero le condizioni per andare avanti. Ma per le responsabilità che sento nei confronti della mia redazione e del pubblico, Annozero andrà in onda fino a quando i partiti troveranno chi avrà il coraggio di tirare il grilletto.

Michele Santoro

da Michele Santoro
La lettera ai consiglieri del Cda Rai

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata da Michele Santoro ai membri del consiglio di amministrazione Rai.
(E’ possibile scaricare la trascrizione della puntata a cui si fa riferimento nella lettera a questo link. L’articolo di Corrado Giustiniani citato nella lettera si trova invece a questo indirizzo)

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Gentile Presidente, gentili Consiglieri

Non è mia abitudine replicare a chi commenta le nostre trasmissioni e ritengo, anche in questa circostanza, di non rinunciare a questo mio comportamento. Tuttavia nel florilegio di dichiarazioni che hanno fatto seguito ad Annozero, a volte assumendo le forme del linciaggio, sono completamente scomparsi i contenuti del nostro lavoro. Siamo stati definiti terroristi, portavoce di Hamas, giornalisti spazzatura. Senza che questi insulti suscitassero adeguate reazioni.

Eppure siamo il più seguito appuntamento informativo della televisione italiana in prima serata, con introiti pubblicitari che ci consentono il completo autofinanziamento senza far ricorso al canone, permettendo di destinare risorse importanti alle altre attività del servizio pubblico. Siamo anche tra le trasmissioni meglio posizionate della Rai, tra le poche seguite in prevalenza dal nord del Paese e dalle fasce più acculturate. Vi invito a leggere lo studio pubblicato questa settimana dalla Sipra per vedere quanto poco felice ed approssimativa sia la descrizione di Annozero come un programma populista e pericoloso per la democrazia, dal momento che a guardarlo non e’ un esercito di sempliciotti ma una fetta di opinione pubblica che ricorre a molte fonti per informarsi.

Personalmente considero l’intervento dell’Ambasciatore dello Stato d’Israele, Gideon Meir, una grave interferenza nella libertà d’espressione del nostro Paese. Ma non gliene faccio una colpa. La responsabilità ricade, piuttosto che sulla politica di quel governo, sul difetto di liberalismo del sistema politico italiano e della categoria alla quale appartengo, che non reagisce adeguatamente a queste clamorose invasioni di campo.

Repubblica ha pubblicato un intervento di David Grossman, che si concentra sulle caratteristiche dell’ultima rappresaglia israeliana, lasciando sullo sfondo le ragioni storiche che hanno prodotto il conflitto. Ho realizzato molte trasmissioni sui rapporti tra Stato d’Israele e palestinesi e posso rassicurare il nostro Presidente – che di queste cose si è occupato sicuramente meglio di me quando era Direttore de l’Unità: niente può scatenare una rissa in uno studio televisivo quanto l’evocazione della Storia. Ricorrere all’approccio storico avrebbe sicuramente consentito ai sostenitori di Hamas (assenti nel parterre) di mettere in discussione l’esistenza dello Stato d’Israele. Con la nostra impostazione, unica trasmissione, abbiamo potuto affrontare l’argomento in prima serata, decidendo (proprio come Grossman) di parlare dei bambini e della possibilità di fermare il massacro, domandandoci se fossero necessari quei corpi straziati per restituire sicurezza allo Stato di Israele.

Sono accusato di essere fazioso. Ma a quale fazione apparterrei? Ad una piccolissima fazione che conta qualche centinaio di aderenti. Se qualcuno avesse chiesto a quei bambini: “Preferireste vivere?”, cosa avrebbero risposto? “Certo che sì”. Bene, io la penso esattamente come loro.

Su quanto è avvenuto ho trovato su Internet un’ analisi di un giornalista de “Il Messaggero” che non conosco, Corrado Giustiniani. L’unico che ha rivisto il documento “La guerra dei bambini” minuto per minuto. Vi allego il suo scritto insieme alla trascrizione completa del programma. Così potrete controllare comodamente che l’insulto più grave è quello che mi è stato rivolto affermando: “La trasmissione, come l’hai impostata finora, scusate ma questo è il mio lavoro farlo, non entro nel merito, è al 99,9%, eccetto la voce della ragazza di prima, tutta mirata…”.

Un insulto gratuito, assolutamente non giustificato da quello che era stato trasmesso fino a quel momento. Contate le parole, classificatele pure a seconda di quello che dicono. Soffermatevi poi sulla frase pronunciata da Lucia Annunziata quando gli animi erano calmi: “Faccio una parte assolutamente da stronzissima”. Cosa voleva dire? Che parte voleva fare? Fornite voi una spiegazione plausibile, visto che lei avrebbe potuto dire tutto quello che voleva sull’argomento trattato, ragioni storiche comprese. Purtroppo, siccome siamo scomodi per il sistema politico, è invalsa l’abitudine di entrare nel nostro studio non per discutere o argomentare ma per insultarci. Tanto non si rischia niente. Io questo non l’ho tollerato la scorsa settimana e non lo tollererò nelle settimane a venire.

Tra le tante menzogne scritte su di noi ce n’e’ una insopportabile: avremmo addebitato la morte dei bambini soltanto alla responsabilità dello Stato di Israele. Vi prego di leggere almeno questo stralcio di dialogo tra me e la scrittrice israeliana Manuela Dviri all’inizio della nostra trasmissione, traendone le dovute conclusioni.

DVIRI
E quando guardo queste immagini sento una grande pesantezza, mi sembra che sia tornato il tempo della retorica, delle parole vuote, che, della stupidità umana. Siamo tutti assassini, sono un’assassina anch’io

SANTORO
Siamo tutti responsabili e tutti impotenti, insomma

DVIRI
Tutti, siamo tutti responsabili, tutti impotenti, io sono un’assassina, siamo tutti degli assassini, siamo degli assassini dei bambini del Darfur, del Congo, della Palestina, anche dei bambini israeliani che sono morti in questi anni. Siamo tutti degli assassini. Io sono un’assassina.

SANTORO
Non abbiamo fatto abbastanza per evitare tutto questo

DVIRI
Non abbiamo fatto nulla. Non facciamo nulla.

Infine qualcuno di voi ha ritenuto di dover ricordare che siamo in onda grazie ad una sentenza della magistratura. Ma dovrebbe dedurne che solo grazie ad una sentenza della magistratura la Rai può oggi venderci come un prodotto pregiato del listino della Sipra. Tuttavia, prendete pure le vostre decisioni editoriali serenamente e a prescindere. L’importante è che siano rispettose delle leggi e dei contratti in essere. Io credo di aver lavorato, da 25 anni a questa parte, con coscienza, serietà e producendo grandi profitti per l’Azienda.

Per il resto, buon lavoro

Michele Santoro

Segnalazioni
L’articolo di Travaglio, il post di Giustiniani

Vi ringraziamo per gli attestati di stima e di solidarietà che ci avete inviato via mail. Ringraziamo anche chi ha voluto scriverci le sue critiche, seppur accese. Utilizzeremo il nostro sito per continuare a confrontarci con voi ed per informarvi su quanto faremo nei prossimi giorni.

Intanto, tra i tanti articoli usciti in questi giorni sull’ultima puntata di Annozero, vi segnaliamo: dall’Unità Anno Sottozero, di Marco Travaglio (lo pubblichiamo di seguito); e il post La guerra dei bambini in tv: ha ragione Michele Santoro di Corrado Giustiniani da leggere sul blog del giornalista del Messaggero.

Anno Sottozero
di Marco Travaglio
L’Unita del 18 Gennaio 2009

Per curiosità, è normale che il presidente della Camera stabilisca i “limiti della decenza” di un programma tv e scriva al presidente della Rai invocando pene esemplari? E’ normale che un governo straniero giudichi la “professionalità” di un giornalista italiano? E’ normale che il consigliere Rai Rognoni intimi al giornalista di “non interloquire col presidente della Camera” anziché invitare il presidente della Camera a non insultare i giornalisti? E’ normale che il presidente Rai accusi un programma su una guerra in corso di “alimentare animosità e contrapposizioni” (come se a Gaza si sparasse perché Annozero eccita gli animi)? E’ normale che una giornalista invitata a dire ciò che pensa utilizzi il suo spazio per insegnare al conduttore come deve condurre la sua trasmissione, chi deve invitare e non invitare, e per spiegare agli altri ospiti cosa devono dire per “orientare il pensiero della gente”? E’ normale che giornali e politici prendano per buoni i deliri di questa signora sul programma “schierato al 99,9% con i palestinesi”,mentre lei stessa, più la scrittrice israeliana Manuela Dviri, più l’esperto Andrea Nativi, più tre giovani ospiti, più il sottoscritto han potuto liberamente rammentare le ragioni di Israele, e il conduttore ha rintuzzato le allucinanti dichiarazioni di palestinesi sulla Shoah? E’ normale che opinionisti e politici commentino il programma senz’averlo visto e senz’accorgersi che mancava in studio uno degl’invitati principali, il presidente degli ebrei romani Riccardo Pacifici che aveva dato forfait un’ora prima del programma? Così, tanto per sapere.

FINI

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha telefonato al presidente della Rai Claudio Petruccioli e nel corso del colloquio ha affermato che nella trasmissione ‘Annozero’ di ieri sera ”e’ stato superato il livello di decenza”. [ANSA 12:31; 16 Gennaio 2009]

SANTORO

In un paese normale il livello della decenza lo supera un Presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica.

Michele Santoro

LA LEGGE

La determinazione dell’indirizzo generale e l’esercizio della vigilanza dei servizi radiotelevisivi competono alla Commissione parlamentare di vigilanza sul servizio pubblico radiotelevisivo.

tratto dal sito http://www.annozero.rai.it

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