Cos’è un crimine di guerra?

È doloroso da ricordare quando è Israele in causa, ma lo Statuto del Tribunale di Norimberga è il primo ad aver posto la definizione di crimine di guerra.

In diritto bellico, lo spartiacque rimane la Germania nazista. Le convenzioni internazionali che trattano di guerra, datate 1899 e 1907, concernono essenzialmente i soldati e in maniera indiretta le popolazioni civili. Coi nazisti l’ordine delle cose è invertito: la morte dei civili è una realtà, e uno scopo della guerra.

Da ciò una prima reazione, con l’art. 6 dello Statuto del Tribunale di Norimberga. Il crimine di guerra è definito come una violazione grave dei diritti e delle norme di guerra commessa durante un conflitto armato. L’articolo recita: «assassinii, maltrattamenti o deportazioni per lavori forzati o per tutt’altro scopo di popolazioni civili nei territori occupati, assassinii o maltrattamenti di prigionieri di guerra o di persone in mare, esecuzione di ostaggi, saccheggi di beni pubblici o privati, distruzione senza motivo di città e villaggi, o devastazioni che non giustificano le esigenze militari».

Si impose in seguito la volontà di rendere perenni queste conquiste, e fu l’opera delle Convenzioni di Ginevra, fra le quali la 4°, relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra, conclusa il 14 agosto 1949 e ratificata lo stesso giorno da 194 stati fra cui Israele. La convenzione riprende il riferimento alle violazioni gravi del diritto bellico e le espone nel suo art. 147: «l’omicidio, la tortura o i trattamenti disumani, ivi compresi gli esperimenti biologici, il causare intenzionalmente delle gravi sofferenze o il causare delle gravi offese all’integrità fisica o alla salute, la deportazione o il trasferimento illegali, la detenzione illegale, l’obbligare persone protette a prestare servizio nelle forze armate nemiche, o il privarle del loro diritto ad un equo e regolare processo prescritto nella presente Convenzione, la presa di ostaggi, la distruzione e l’appropriazione di beni non giustificate da necessità militari ed eseguite su larga scala illegalmente ed arbitrariamente».

E l’art.146 precisa che gli Stati firmatari «si impegnano a prendere tutte le misure legislative necessarie per fissare le sanzioni penali adeguate da applicare alle persone che commettono o ordinano uno dei reati gravi della presente convenzione». Gli Stati firmatari accettano l’obbligo di «ricercare le persone risultanti aver commesso, o aver ordinato di commettere, una di queste infrazioni gravi e dovrà difenderle nei suoi proprio tribunali quale che sia la loro nazionalità». E sì, la responsabilità è personale e gli Stati devono perseguire le persone responsabili dei crimini di guerra dipendenti dalla loro autorità.

Allora, ognuno può avere l’opinione che vuole sugli avvenimenti di Gaza, nelle loro implicazioni militari, diplomatiche e di politica interna. Non è il mio scopo.

In compenso ci sono delle realtà oggettive che sono sotto i nostri occhi. Preciso che se Israele controlla le immagini, Al Jazeera diffonde tutta l’informazione sufficiente per dire l’evidenza: Israele commette in questi giorni crimini di guerra a Gaza.

E in maniera recidiva. La convenzione del 1949 sanziona ugualmente all’art.49 la costruzione di colonie nelle terre occupate, e all’art.53 la distruzione di proprietà in assenza di necessità militari. L’installazione di colonie e l’edificazione del muro sul territorio palestinese sono ugualmente contrari alla convenzione come la corte internazione di giustizia ha affermato in un parere del 9 giugno 2004. E il massacro di Sabra e Chatila nel settembre del 1982, per citarne solo uno, non è ancora mai stato giudicato.

Allora, sento già: ma è Hamas che ha cominciato! E che diciamo dei tiri di razzi su Sderot? E Condoleezza Rice che attribuisce la responsabilità ad Hamas! E Mahmoud Abbas che deplora la rottura della tregua! E le forze di tutti i pericoli(?) che sostengono questo Hamas! E questo Hamas che divide il mondo arabo…

Non è questo il problema. Israele non ha il diritto di calpestare la convenzione che ha firmato. Convenzione che, perché le cose siano ben chiare, indica che è stata redatta per i tempi di guerra, e che le regole fissate non possono essere rimesse in discussione per dei motivi di sicurezza.

L’esercito israeliano è forte, ma viola il diritto internazionale. Autore di crimini di guerra, il governo di Israele, condotto da un uomo destituito per un processo per corruzione, sospeso perché le forze politiche non sono in grado di formare una coalizione di maggioranza, sprofonda nella violenza senza essere capace di offrire la minima soluzione diplomatica.

Gilles Devers, avvocato e infermiere

30/12/08

Fonte:  Actuelités du droit

Una risposta a Cos’è un crimine di guerra?

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