“Un frutto delle circostanze”

Sono “un frutto delle circostanze” 1.300 morti e più di 5.000 feriti per una donna, secondariamente Ministro degli Esteri in Israele. Un frutto delle circostanze. Non sono al singolare, poichè sono migliaia. Non sono frutti, poichè i frutti sono vita e non morte. Non sono circostanze, poichè le circostanze accadono, non sono così disumanamente volute.

La Livni ha poi continuato nel suo spettacolo di affermazioni: «Dovevamo effettuare quell’operazione»; «Sono in pace con me stessa per il fatto che l’abbiamo lanciata»; «e nella lotta al terrorismo può succedere che a volte i civili rimangano colpiti. È una cosa da non prendere alla leggera»

Senza parole.

Ieri è stata convalidata la tregua unilaterale di Israele. E tutti in malafede giù a sputare “Hamas spara ancora, Hamas spara ancora”. Forse dovremmo far vedere la voce “unilaterale” sul dizionario a questi signori. Malafede e malizia. Come quella di Israle:  smette di sparare per imbonirsi forse il nuovo presidente degli Stati Uniti, che si insedia fra 3 giorni? Israele è tutto fuorchè stupida: sa che senza l’appoggio degli USA non ha l’appoggio dell’Europa, e quindi non ha niente in conclusione.
Dopo poche ore ecco la tregua di Hamas, con una condizione:  una settimana di tempo e se Israele è ancora dentro Gaza si ricomincia.

Infine, gli avvoltoi, e son tanti. Un miliardo di dollari in aiuti promessi dal Re dell’Arabia Saudita. Aiuti a persone che non hanno più niente, a carcasse. Ma proprio per questo, più deboli, vittime ancora di terzi. Chi deciderà come usare questi aiuti? O meglio: chi deciderà come spendersi un miliardo di dollari? Fanno gola a tanti: all’Europa, ad Abu Mazen, alla Lega Araba stessa. Sembra troppo sciocco farli gestire dal partito democraticamente votato a Gaza e che ha costruito le università, a Gaza.

E Amnesty International si permette di dichiarare “crimini di guerra” quelli perpetrati da Israele dopo aver trovato tracce di fosforo bianco in zone abitate e frequentate da bambini! Che maleducazione! Quanto poco riguardo…Amnesty International forse non sa che è tutto “frutto delle circostanze”.

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