news e vergogna

da ANSA

GAZA – Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha ricevuto una telefonata dal primo ministro israeliano, Ehud Olmert, che ha affermato che Israele accoglie favorevolmente il suo appello lanciato oggi per un cessate il fuoco a Gaza. Ne da’ notizia l’agenzia egiziana Mena.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha detto che il cessate il fuoco unilaterale di cui è attesa la dichiarazione da parte di Israele deve essere accompagnato dal ritiro delle truppe.

2009-01-17 17:12

Corteo a Roma: ‘Giu’ le mani da bambini’

ROMA – “Israeliani assassini, giù le mani dai bambini”. E’ lo slogan urlato, in italiano e in arabo, da un gruppo di manifestanti mentre sfila al corteo di Roma. “Siamo arabi – spiega uno di loro – veniamo da diversi paesi e non tutti dalla Palestina e, dopo un tam-tam con le nostre associazioni in Italia e a Roma, abbiamo scelto di essere qui oggi a manifestare contro la guerra e contro chi uccide i bambini, le vere vittime di questa carneficina”. Un gruppo di donne regge uno striscione con la scritta: “Italiani, aiutate i bambini a vivere”. Una di loro, italiana, madre di due figli, dice: “Non si può tacere di fronte a tutte queste vittime che sono soprattutto bambini”. E mentre la testa del corteo sta per entrare in via dei Fori Imperiali, la coda si trova ancora a Santa Maria Maggiore.


da APCOM

Gaza City, 17 gen. (Ap-Apcom) – Così ieri sera la morte e i drammi di Gaza sono entrati in diretta nelle case israeliane. Un medico palestinese della Striscia, Ezzedldeen Al Aish, ha raccontato la morte di tre delle sue figlie mentre era collegato per telefono con il Canale 10 della tv israeliana. Al Aish è da settimane un testimone dal vivo della guerra per Canale 10 e racconta l’offensiva israeliana vista dall’interno della Striscia. Ieri sera si è collegato col suo cellulare, poco dopo che un proiettile dell’artiglieria israeliana aveva centrato la sua casa uccidendo tre delle sue figlie e una nipote.

L’uomo, singhiozzando, ha urlato in diretta la sua rabbia accusando il premier israeliano Ehud Olmert. “Voglio sapere perchè le mie figlie sono state colpite. Questo dovrà perseguitare Olmert per il resto della sua vita”. Le figlie del medico avevano 22, 15 e 14 anni. La nipote 14.

Ezzedldeen Abul al Aish da settimane è diventato il volto umano della sofferenza palestinese per i telespettatori israeliani, come sottolinea oggi il quotidiano israeliano Haaretz. 55 anni, parla perfettamente l’ebraico perché ha studiato in due ospedali di Israele: è ginecologo. Inoltre lavora sia in un ospedale di Tel Aviv che nella striscia di Gaza (all’ospedale al Shifa), dove viveva la sua famiglia: otto figli, mentre la moglie è morta. E’ anche un noto attivista pacifista, coinvolto in numerosi progetti cogestiti, anche sugli effetti del conflitto sui bambini sia di Gaza che israeliani.

La sua è una figura nota ai telespettatori. Dall’inizio dell’offensiva israeliana 21 giorni fa era rimasto nella Striscia; e i media israeliani, i cui giornalisti come gli altri non possono entrare nel territorio, lo hanno interpellato spesso per telefono. E in molti casi al Aish aveva espresso timori per la sua famiglia.

Come sempre l’intervento di ieri sera era stato concordato in anticipo; ma questa volta a rispondere non è stato il medico coltivato, ma un padre disperato. Al giornalista israeliano Shlomi Eldar che conduceva il programma ha urlando “Oh mio Dio, oh mio Dio, le mie figlie sono state uccise. Me le hanno uccise. QUalcuno ci aiuti!”. E ancora: “Stavano qui sedute, a parlare del loro futuro”.

L’intera scena si può rivedere su YouTube. Eldar, pallidissimo, gli occhi pieni di lacrime, lo invita a parlare e gli chiede dettagli sul suo indirizzo per far arrivare degli aiuti. Dopo qualche secondo, si alza e si toglie l’auricolare. “Non posso chiudere questa conversazione” dice. “Preferisco lasciare lo studio”.

Più tardi si è saputo che la potenza della televisione ha funzionato: alcune ambulanze sono arrivate a soccorrere i superstiti del tiro d’artiglieria israeliano, compreso Abul Aish che è riuscito, cosa rarissima, a organizzare il trasporto di altre due figlie, ferite, all’ospedale Tel Hashomer di Tel Aviv: per la prima volta l’esercito israeliano ha consentito a una ambulanza palestinese di attraversare senza blocchi il valico di Erez, dove le ragazze sono state trasferite in un mezzo israeliano.

“Tutti sapevano che eravamo a casa” ha detto al-Aish ai giornalisti che lo aspettavano al valico. “Io, il medico che cura gli israeliani. E all’improvviso una bomba, oggi, mentre speravamo nel cessate il fuoco. Come possiamo parlare a Olmert e Tzipi Livni dopo questo?”

Le figlie morte sono adesso fra i circa 1.200 palestinesi uccisi nell’offensiva israeliana. Funzionari di Gaza le hanno identificate come Bisan, 22 anni; Mayer, 15 anni, e Aya, 14 anni. La nipote, Nour Al-Aish, anche lei quattordicenne.

Numerose telefonate degli spettatori sono arrivate all’emittente, molte da gente che lo conosce, come il dottor Shaul Sofer, capo del pronto soccorso all’ospedale Soroka dove Abul al Aish ha studiato. “Lo conosciamo tutti e gli vogliamo bene. Speriamo davvero che la situazione migliori” ha detto Sofer.

L’obice che ha colpito la casa di al-Aish è uno dei 5 episodi su cui Israele sta indagando ad alto livello, in cui sono stati coinvolti obbiettivi civili che includevano due edifici dell’Onu e un ospedale. Un portavoce dell’esercito, parlando in condizione di anonimato, ha comunque dichiarato che i risultati preliminari indicano che in ognuno dei 5 casi i soldati stavano rispondendo al fuoco proveniente dal luogo colpito o dalle sue vicinanze. Nel caso di Abul al-Aish, a sparare sarebbe stato un cecchino da un edificio vicino.

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