E’ andata a buon fine la giornata di oggi. Abbiamo cominciato la mattina allestendo una piccola mostra in atrio (Lettere) di immagini recenti e di una cartellonistica che ripercorreva dettagliatamente e con molte immagini la storia Palestinese. Sfortunatamente le persone che leggevano seriamente son state poche. E’ alienante come il 90% delle persone cammini senza neanche vedere cosa ha davanti, nella frenesia di non si sa bene quale scopo. Devo però constatare con molto orgoglio che le persone ad aver letto i 21 cartelli dal primo all’ultimo son stati tutti studenti normali, contro un solo professore universitario, forse acceccati questi ultimi dalla loro nebbiosa aura intellettuale.
Si è proceduto nel mentre ad un volantinaggio sparso della cartolina che vi abbiamo
mostrato lo scorso articolo, ma anche di materiale di Forum Palestina, dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina e del Gruppo Falastin. Il volantinaggio è avvenuto davanti all’Auchan, in varie facoltà, nelle mense.
Si è allestito un banchetto, gestito dall’Associazione, di prodotti palestinesi e di libri riguardanti la Palestina. Nel pomeriggio gli si è affiancato un secondo banchetto, gestito da Scienze Politiche, in cui si vendeva l’ultimo libro di Vittorio Arrigoni (e con molto successo!).
Infine alle 17:00 circa il tanto voluto intervento. In aula una cinquantina di persone. E’ stato quello più seguito fra gli eventi organizzati da ConsumoCritico, a quanto pare. Persone anziane come studenti universitari. Siamo stati felicissimi di vedere matricole e persone estranee alla questione interessarsi sinceramente all
a causa. Fra i concetti principali che sono venuti fuori dall’incontro si possono ricordare: la non-conoscenza della storia palestinese, la mala-(disonesta-)informazione vigente soprattutto in Italia, le ragioni politiche del boicottaggio e le sue radici storiche.
E’ seguito un acceso dibattito in cui sardi e palestinesi esprimevano le proprie opinioni in merito, non senza qualche
incomprensione di fondo dovuta, vorrei sottolinearlo, alla cecità di noi occidentali nel non capire che la sensibilità palestinese può (e non può che essere altrimenti) essere diversa dalla nostra. Il tutto però in un clima civile e pacifico. Il dibattito è stato “interrotto” alle 8 per la chiusura della facoltà, poichè altrimenti sarebbe andato avanti ancora prolificamente.
Il risultato quindi è più che insperato, contanto che la nostra città non è certo una metropoli e che questo era solo il primo di una serie di eventi che, ci auguriamo, riusciremo a organizzare nel prossimo futuro.
Un ringraziamento particola va all’Associazione Sardegna Palestina, soprattutto nella persona di Petra.
Pubblicato da gruppofalastin 

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